• Febbraio 5, 2024 10:45 am
  • Prato
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Un nuovo cammino vi aspetta nel cuore della Val Bisenzio, a cavallo tra Montemurlo e Vernio!

Non solo trekking ma anche conoscenza del territorio in un percorso che attraversa castelli e torri immersi nella natura e unisce alla visita di pievi, badie e piccoli borghi arroccati, quella di aziende locali.

Ci aspettano sentieri dal grande fascino, testimonianze di nobili famiglie medievali come quella degli Alberti, ricordati anche nella Divina Commedia. Ci accompagnerà un paesaggio naturale sempre vario e diverso, dalle cave di serpentino del Monteferrato, il famoso “marmo verde” di Prato, alle dolci colline di Montemurlo, dalla vista sul massiccio carsico della Calvana, alla bellezza selvaggia dell’alta Val Bisenzio.

Visiteremo un birrificio, un agriturismo ed un allevamento di alpaca, aziende di nicchia che hanno deciso di investire sul territorio e di valorizzarlo in ogni forma possibile.

IL VIAGGIO IN BREVE

  • Dove: da Prato a Vernio (PO)
  • Stile: Itinerante
  • Durata: 3 giorni e 2 notti
  • Trasporto bagagli: sì
  • Sistemazione: Residence, Agriturismo
  • Attività: degustazione e laboratorio di filatura;
  • Guida: Giulia
  • Difficoltà: Impegnativo – Consigliata abitudine al cammino, il territorio attraversato è vario con dislivelli a tratti impegnativi.

PROGRAMMA:

  • 1° giorno – 16 Km (Dislivello: +480 m) dalla Rocca di Montemurlo a La Tignamica Ore 8.30 – Ritrovo presso la stazione centrale di Prato, da qui prenderemo il bus per raggiungere Montemurlo. Il percorso inizia dal panoramico colle di Montemurlo e dal suo borgo fortificato, il nucleo più antico della zona, frequentato da etruschi e romani (181 m).  Uscendo dal borgo fortificato e percorrendo la via Baronese, ci immergiamo in dolci terrazzamenti collinari che conducono fino alle pendici del Monteferrato, dove si aprono gli spettacolari anfiteatri semi-naturali delle ex cave di Serpentino o marmo verde di Prato, materiale pregiato utilizzato nelle sculture e nelle opere architettoniche fin dal Medioevo. Il cammino attraversa i paesaggi lunari dell’ex Cava Guarino (234 m), nelle basse pendici occidentali di Monte Piccioli, per risalire poi fino a Monte Lopi, dove si può ammirare un vasto panorama che abbraccia la piana di Firenze-Prato-Pistoia. Un comodo sentiero raggiunge il passo della Collina di Prato (445 m). La Via delle Rocche prosegue ricalcando l’antico percorso medievale di mezza costa, toccando i borghi di Popigliano e Grisciavola (226 m), collocati appena sotto il colle di Altociglio, dove un tempo sorgeva una torre difensiva. Scendendo troviamo l’abitato de La Tignamica dove ci aspetta la visita al birrificio artigianale Mostodolce, il primo produttore di birra artigianale di Prato e ovviamente la degustazione dei loro prodotti!
  • 2° giorno – km 19 Km (Dislivelli: +890 m) da La Tignamica a Montecuccoli Riprendendo l’antica via di mezza costa, immersa nella natura, si arriva fino alla villa del Mulinaccio (202 m), cosìchiamata per la presenza nel Medioevo di un antico mulino dei Cadolingi e poi degli Alberti, fino al guado di Vaiano (157 m). Qui sorge ancora l’imponente complesso della badia di San Salvatore con la sua torre campanaria di impianto duecentesco, arricchita dai ricorsi orizzontali in marmo verde di Prato. Dopo aver visitato il museo della badia seguendo un percorso espositivo che illustra la vita quotidiana dei monaci e la loro funzione religiosa, economica e sociale; guadiamo il Bisenzio come gli antichi viandanti  nei pressi dei resti del ponte medievale, per spostarci sul versante della Calvana dove esisteva una parallela strada di mezza costa. Tutta l’area è segnata da un habitat sparso di origine medievale, con case coloniche e case torri, tra le quali si erge imponente la Torre di Melagrana (305 m). Dalla Torre di Melagrana si raggiunge facilmente l’antica pieve di Sofignano, porta di accesso agli spettacolari paesaggi offerti dal massiccio carsico della Calvana. La Via delle Rocche risale la valle tenendosi in quota, verso i possedimenti che furono acquisiti nel corso del XII secolo dai conti Alberti: un vero e proprio sistema di fortificazioni che aveva come perni la Rocca di Vernio a Nord e Rocca Cerbaia e il vicino castello di Montauto (381 m) nella media valle. Il nostro percorso attraversa borghi senza tempo della Calvana, come Montauto, dove sorgeva il castello omonimo con alcuni resti ancora visibili, Mezzana, oggetto di un recente progetto di riqualificazione, e Montecuccoli, sede di un’importante pieve e punto massimo di altezza (593 m).
  • 3° giorno – km 17 Km (Dislivelli: +620 m) da Montecuccoli a Vernio Da Montecuccoli un comodo sentiero scende fino a Rocca Cerbaia, attraverso scenografici punti panoramici sul complesso fortificato. Anche per la sua spettacolare posizione a strapiombo sulla valle e per l’abbandono secolare del castello, diventato presto un glorioso rudere, Rocca Cerbaia è sito leggendario per eccellenza: è luogo di tesori, passaggi segreti, faide e violenze, senza dimenticare la storia della mancata ospitalità a un ventenne Dante in viaggio verso Bologna. Da Rocca Cerbaia il percorso riprende parallelo al corso del fiume Bisenzio, entrando nei confini di quello che fu il celebre feudo di Vernio, venduto nel Trecento dagli Alberti ai banchieri fiorentini Bardi. Lungo la via ci attende la visita all’allevamento di alpaca “Antico Feudo”, nato nel 2012 dalla voglia di ricreare una filiera tessile in val Bisenzio. Qui potrete cimentarvi in un originale laboratorio di filatura a fuso circondati dai nostri soffici amici alpaca. Il sentiero si inerpica poi verso Costozze e Ceraio (333 m), graziosi borghi arroccati su costoni panoramici. All’interno di castagneti secolari si raggiunge la località di Rimondeto, nota per la leggenda medievale più celebre di tutto il feudo -il Demonio di Rimondeto- per poi arrivare a San Quirico di Vernio (278 m), col suo caratteristico Casone, un tempo palazzotto dei conti Bardi e oggi sede comunale. Da qui il cammino si conclude con la salita alla Rocca di Vernio, oggi residenza privata, cuore dei possedimenti feudali degli Alberti e dei Bardi. L’edificio comitale, sede del tribunale, dell’archivio e dimora del vicario, divenne il simbolo del regime feudale di tipo medievale che i Bardi vollero mantenere nella contea di Vernio e che caratterizzò il territorio fino all’arrivo delle truppe napoleoniche. Rientro alla stazione di Vernio previsto per le 18:30 circa.

Panoramica

  • Tipologia : Natura, Outdoor - Trekking, Outdoor - Montagna, Outdoor - Natura
  • Area Prodotto : Active
  • Linea Prodotto : Natura, Scoperta del Territorio

Caratteristiche Principali:

  • natura
  • trekking
  • val di bisenzio
  • storia
  • medioevo

Location

Prato

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